Memoria, farmaci e mobilità: cosa richiede davvero un invecchiamento sano

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L’invecchiamento sano è spesso associato a consigli familiari: mangiare bene, mantenersi attivi, dormire a sufficienza e sottoporsi regolarmente ai controlli medici. Queste abitudini sono importanti, ma l’invecchiamento sano riguarda anche la capacità di pensare con lucidità, muoversi in sicurezza, gestire la vita quotidiana e continuare a svolgere le attività che hanno un significato personale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo definisce in relazione al mantenimento delle capacità funzionali e del benessere durante la terza età.

Questa visione più ampia emerge anche da un’indagine di MDForLives condotta tra medici di famiglia e medici di medicina generale che assistono adulti di età pari o superiore a 65 anni in sei Paesi.

L’indagine mostra perché memoria, farmaci, mobilità e autonomia dovrebbero essere considerati insieme quando si parla di invecchiamento sano. Consulta il Rapporto di approfondimento MDForLives sull’invecchiamento sano nelle cure primarie per conoscere i risultati dettagliati e la metodologia.

L’invecchiamento sano riguarda le capacità funzionali, non soltanto le diagnosi

Una persona può convivere con diverse patologie croniche e mantenersi attiva e autonoma; un’altra può avere meno diagnosi, ma iniziare ad avere difficoltà con gli orari dei farmaci, l’equilibrio, la gestione delle finanze o gli appuntamenti. Il modello Age-Friendly Health Systems affronta questi aspetti attraverso le 4M: ciò che conta per la persona (What Matters), farmaci (Medication), funzioni cognitive (Mentation) e mobilità (Mobility).

Queste aree sono strettamente interconnesse. I farmaci possono influire sulla vigilanza o sull’equilibrio, i cambiamenti cognitivi possono rendere più difficile la gestione delle terapie e una mobilità ridotta può limitare la partecipazione alle attività quotidiane. L’invecchiamento sano, quindi, riguarda meno il numero delle diagnosi e più la conservazione delle capacità funzionali nella vita di tutti i giorni.

I farmaci richiedono una rivalutazione periodica

La gestione dei farmaci negli anziani non consiste soltanto nel ricordarsi di assumere le compresse. La presenza di più patologie può comportare l’assunzione di numerosi medicinali, prescrizioni da parte di diversi specialisti, modifiche dei dosaggi e una maggiore possibilità di interazioni o effetti avversi. Nell’indagine MDForLives, il 36,3% dei professionisti sanitari ha indicato la politerapia e la deprescrizione come la singola priorità più importante per l’invecchiamento sano.

I professionisti hanno inoltre sottolineato l’importanza del processo decisionale condiviso con i pazienti o i caregiver, delle visite dedicate alla revisione farmacologica e della valutazione congiunta con farmacisti clinici per ridurre i rischi associati alla politerapia.

Il messaggio più importante è che la sicurezza farmacologica non si limita a una semplice lista di controllo. La deprescrizione consiste nel valutare se ogni trattamento continui a offrire benefici sufficienti, comporti un carico o un rischio eccessivo e sia ancora coerente con gli obiettivi della persona. La revisione farmacologica è inoltre direttamente collegata alle funzioni cognitive, poiché i cambiamenti della memoria possono rendere più difficile seguire in sicurezza anche un piano terapeutico appropriato.

La salute cognitiva negli anziani richiede tempo e attenzione al contesto

La perdita di memoria può destare preoccupazione, ma non ogni episodio di dimenticanza è un segnale di demenza. Il sonno, l’umore, la perdita dell’udito o della vista, i farmaci, le malattie acute e altre condizioni possono influire sulle funzioni cognitive. Anche il National Institute on Aging sottolinea che i farmaci possono influenzare la memoria, il sonno e il funzionamento cerebrale.

Nell’indagine MDForLives, il 39,0% dei professionisti sanitari ha dichiarato che lo screening cognitivo e la valutazione della demenza sono gli ambiti dell’invecchiamento sano più difficili da affrontare in modo adeguato. Questo non significa che le funzioni cognitive siano meno importanti. Significa piuttosto che una valutazione significativa richiede spesso anamnesi, comprensione del contesto, osservazioni dei familiari e controlli successivi, anziché un semplice punteggio ottenuto rapidamente.

Le raccomandazioni sullo screening di routine variano da Paese a Paese. Negli Stati Uniti, l’USPSTF ritiene attualmente insufficienti le prove scientifiche a sostegno dello screening universale negli anziani asintomatici che vivono in comunità. Nuove preoccupazioni o cambiamenti nel funzionamento quotidiano richiedono comunque attenzione clinica.

I cambiamenti cognitivi possono influire sulla gestione dei farmaci, delle finanze, sulla sicurezza e sull’autonomia. Per questo motivo, le capacità funzionali quotidiane rappresentano un importante collegamento tra memoria e mobilità.

I cambiamenti nella mobilità e nelle capacità funzionali possono comparire prima di una crisi

Infografica sull'invecchiamento sano che illustra memoria, gestione dei farmaci, mobilità e autonomia negli anziani

La mobilità viene talvolta presa in considerazione soltanto dopo una caduta. L’invecchiamento sano invita invece a porsi una domanda prima che si verifichi un incidente: spostarsi o gestire le attività quotidiane sta diventando più difficile?

Gli approcci per la prevenzione delle cadute, come il modello STEADI dei CDC, valutano la deambulazione, l’equilibrio, i farmaci, la vista, la pressione arteriosa e i rischi presenti in casa, insieme agli esercizi per migliorare forza ed equilibrio. Le raccomandazioni variano in base al Paese e al rischio individuale.

L’indagine MDForLives aggiunge un dato significativo. Il 33,7% dei professionisti sanitari ha dichiarato che la comparsa di nuove difficoltà nello svolgimento di attività quotidiane complesse, come gestire i farmaci o le finanze, è il primo indicatore di fragilità o declino funzionale che rischia maggiormente di passare inosservato.

Dal punto di vista clinico, ciò significa che un declino iniziale può manifestarsi prima attraverso la perdita della capacità di gestire attività complesse che con un sintomo evidente. Le difficoltà nell’organizzare le compresse, gestire il denaro, fare la spesa o camminare con sicurezza possono essere rilevanti già prima di una caduta o di un’emergenza medica. Le abitudini che favoriscono l’invecchiamento sano sono particolarmente utili quando proteggono le capacità che una persona desidera conservare.

Le buone abitudini per gli anziani dovrebbero proteggere ciò che conta davvero

I consigli per un invecchiamento sano si concentrano spesso sull’esercizio fisico e sull’alimentazione. Entrambi sono importanti, ma la domanda più utile è: che cosa aiuta una persona anziana a continuare a svolgere le attività che considera importanti? Il National Institute on Aging evidenzia il ruolo dell’attività fisica, del sonno, di un’alimentazione nutriente, della revisione dei farmaci, della gestione dei problemi di udito o vista e del coinvolgimento sociale e mentale.

L’attività fisica regolare offre benefici che vanno oltre la salute fisica durante la terza età. Comprendere gli effetti sulla salute dell’inattività fisica può aiutare a capire perché mantenersi attivi sia importante per preservare la mobilità e l’autonomia.

In quest’ottica, le buone abitudini per gli anziani assumono un significato più concreto: camminare per continuare a visitare gli amici, svolgere esercizi di rafforzamento muscolare perché alzarsi da una sedia sta diventando più difficile oppure rivedere la terapia farmacologica perché le vertigini stanno compromettendo la sicurezza negli spostamenti all’aperto. L’abitudine in sé non è il traguardo. L’obiettivo è preservare la partecipazione alla vita quotidiana e l’autonomia.

L’invecchiamento sano dipende anche da come viene organizzata l’assistenza

Anche quando le priorità sono chiare, una singola visita di medicina generale non sempre consente di affrontarle tutte. Nell’indagine MDForLives, la durata della visita è rimasta il principale ostacolo allo screening cognitivo.

Memoria, farmaci, mobilità, vaccinazioni, alimentazione, malattie croniche, preoccupazioni dei caregiver e priorità personali possono dover essere affrontati durante lo stesso appuntamento. La conclusione non è semplicemente che ogni visita dovrebbe durare più a lungo. L’invecchiamento sano può richiedere una migliore distribuzione delle attività assistenziali.

Le linee guida ICOPE dell’OMS del 2025 adottano un approccio ampio e centrato sulla persona, che comprende funzioni cognitive, mobilità, vitalità, salute sensoriale, capacità psicologiche e supporto sociale. Per i team di assistenza primaria, questo approccio favorisce percorsi di lavoro condivisi che coinvolgono, quando appropriato, infermieri, farmacisti, professionisti della riabilitazione, caregiver e servizi territoriali.

Anche le risposte aperte dei professionisti sanitari hanno confermato questa necessità, evidenziando l’importanza di più tempo, supporto comunitario, assistenza multidisciplinare, riabilitazione e attenzione precoce alle capacità funzionali. L’obiettivo non era semplicemente individuare un numero maggiore di patologie, ma aiutare gli anziani a mantenere la propria autonomia.

Considerazioni finali: l’invecchiamento sano punta all’autonomia, non alla perfezione

L’importanza dell’invecchiamento sano diventa più evidente quando l’obiettivo è mantenere l’autonomia anziché raggiungere la perfezione. Memoria, farmaci e mobilità sono interconnessi e piccoli cambiamenti nelle capacità funzionali possono rivelare rischi che un semplice elenco di diagnosi potrebbe non evidenziare.

I risultati dell’indagine MDForLives dimostrano che i professionisti sanitari riconoscono già queste priorità. La sfida consiste nell’affrontarle abbastanza precocemente e nel creare percorsi assistenziali che non costringano ogni aspetto dell’invecchiamento sano a competere per gli stessi pochi minuti di una visita.

L’invecchiamento sano non significa fare tutto contemporaneamente. Significa accorgersi dei cambiamenti, comprendere ciò che conta di più e costruire attorno alla persona un supporto adeguato, affinché possa continuare a vivere la vita che desidera.

Domande Frequenti

Che cosa significa invecchiamento sano?

L’invecchiamento sano significa mantenere le capacità fisiche e mentali, ovvero le capacità funzionali, che favoriscono il benessere e l’autonomia con l’avanzare dell’età, anziché limitarsi all’assenza di malattie.

L’autonomia può essere sostenuta attraverso un’attività fisica sicura, la revisione dei farmaci, la valutazione del rischio di caduta, l’attenzione ai cambiamenti della memoria o delle capacità funzionali, una buona alimentazione, la prevenzione, le relazioni sociali e un supporto tempestivo.

L’assunzione di più farmaci può rendere più complesso il trattamento e aumentare la possibilità di effetti avversi o interazioni. Una revisione periodica aiuta a verificare che ogni medicinale sia ancora appropriato e coerente con le esigenze di salute e gli obiettivi della persona.

L’attività fisica, il sonno, la gestione delle patologie croniche, la cura dell’udito e della vista, la revisione dei farmaci e il coinvolgimento sociale e mentale possono tutti contribuire a sostenere la salute cognitiva.

In base al rischio individuale, la prevenzione delle cadute può comprendere esercizi per rafforzare i muscoli e migliorare l’equilibrio, revisione dei farmaci, controlli della vista e delle calzature, valutazione della deambulazione e della pressione arteriosa e riduzione dei pericoli presenti in casa.

Immagine di MDForLives
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